NYC SERENADE
NEW YORK 2009
 

19-20/01/2019
 

Mariano Andrea Medda forse non lo sapeva ma era un artista.

Non perché aveva tecnica fotografica e sapeva sapientemente arrangiare una canzone. Era l’artista della sua vita moralmente condotta senza ombre, retta nella sua linea ben definita dall’inizio alla precoce fine, con pochissime incertezze perché il suo pensiero era supportato da valori importanti che gli permettevano di costruire, spaziare e divertirsi nelle diverse forme di arte.

Artista di sé stesso e verso gli altri con le sue certezze. Vogliamo restituirgli la sua arte in qualche modo perché se lo è sempre meritato.

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NORDKAPP
NORVEGIA 2013
 

19-21/01/2018
 

Nel cercare, tra le foto di Mariano, quella che potesse diventare una locandina rappresentativa della mostra, siamo stati indecisi se sceglierne una che lo ritraesse come soggetto o uno scatto fatto da lui. Da questo piccolo dilemma, è scaturita una domanda "filosofica": ma Mariano è più lui, la sua figura, o quello che ha visto? Noi di cosa abbiamo bisogno? Non abbiamo avuto dubbi. Mariano è presente nel modo unico con cui ha avuto possibilità di guardare le cose, e allora per ritrovarlo ci disponiamo nell'unica "mattonella" che avrebbe potuto trovare lui per osservare la vita, sostituendoci, per un attimo, ai suoi occhi, prendendo a prestito la sua vista, disponendoci in linea col suo sguardo.


Questa prospettiva unica è un dono che lui ci ha fatto e che potremo avere per sempre. 

Cosa fa di un semplice "bel paesaggio" una foto emozionante, che parla di vita, che ci fa riflettere e trascendere la realtà ritratta? La risposta è, forse, tuttora un mistero, ma sappiamo che alcuni riescono a trovare una giusta traiettoria in cui tutti gli elementi di una composizione sembrano perle infilate sulla stessa collana. Questo "porsi in linea col senso" ci dice che a volte c'è solo una prospettiva per cogliere la bellezza, così come a volte c'è solo una traiettoria possibile, quell'unico pertugio che anche il campione trova per scoccare il tiro vincente e segnare il canestro della vita.

Certe persone sono vere e proprie "rabdomanti di senso e di bellezza" e il modo in cui Mariano abbraccia i paesaggi col suo sguardo ci fa pensare che lui sapesse come fare. E che la ricerca "esteriore" andasse sempre di pari passo a quella interiore, ad un livello tale che, in fondo, ciò che noi osserviamo all'esterno è un riflesso di cosa si prova "dentro".

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SHOSHOLOZA!
SUDAFRICA 2015
 

20-22/01/2017
 

Mariano è sempre stato capace di cogliere il senso più profondo della fotografia. Ovunque si trovasse – in Sardegna, in Norvegia, negli Stati Uniti o semplicemente nelle nostre campagne – era come se fosse sempre coinvolto in un "Safari": una continua e mai paga ricerca della bellezza, nel costante tentativo di immortalarla per un istante spalancando, così, nuovi sensi e significati a ciò che veniva ritratto nei suoi scatti.

 

Il suo lavoro ci restituisce l'immagine di un uomo attento alla vita, in ascolto, e quando era capace di accogliere quell'incanto sapeva, col suo obiettivo, rendere trascendentale anche il dettaglio di un filo d'erba. In tutte le sue passioni, Mariano ha inseguito questo "traguardo", come se la bellezza fosse un maestoso e misterioso animale di cui si coglie la presenza un attimo prima che scompaia tra le fronde.

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